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19 luglio 2018

Bada Ki C’è Festival

Tutti gli eventi sono gratuiti.

BADA KI C’E’ Festival (1°edizione 2018)
19 e 20 luglio 2018
Piazza Marsilio Ficino

Piazza Marsilio Ficino, a Figline e Incisa Valdarno, ospiterà una due giorni con concerti, dj set, laboratori rap, presentazioni di libri, giochi, apericena.

19 luglio 2018

BADA KI C’E’ Festival (1°edizione 2018)
19 e 20 luglio 2018
Piazza Marsilio Ficino

Piazza Marsilio Ficino, a Figline e Incisa Valdarno, ospiterà una due giorni con concerti, dj set, laboratori rap, presentazioni di libri, giochi, apericena.

19 Luglio
ore 15-24 > Area relax e area sport
ore 15-19 > KIAVE – Potere alle parole Laboratorio di musica rap
ore 21,30 > GIO EVAN live

20 Luglio
ore 15-24 > Area relax e area sport
ore 15-19 > KIAVE – Potere alle parole Laboratorio di musica rap
ore 21,30 > MARIA ANTONIETTA + NICOLO’ CARNESI live

+++Gio Evan
Definito da Style il magazine del Corriere della sera come “il poeta dei millenials”, scrittore e idolo dei social (300 mila follower su instagram, 175 su Facebook), Gio Evan uno dei poeti contemporanei più seguiti in Italia si cimenta con la musica e lo spettacolo dal vivo, che fa da eco all’album appena uscito dopo un anno di gestazione, tre singoli che macinano sempre più ascolti su Spotify, un nuovo libro appena uscito con Rizzoli già best seller nella sezione poesia di Amazon.

“Biglietto di solo ritorno”, è il doppio album d’esordio di Gio Evan, da cui il titolo dello spattacolo.

Gio Evan è conosciuto come poeta, scrittore, umorista e preformer. Si tratta di un artista trasversale con al seguito migliaia di followers sui social network, le sue poesie (e da adesso le canzoni) vengono condivise sui muri, incise sui banchi di scuola, sugli alberi e ogni superficie immaginabile per poi viaggiare in rete sulle bacheche del popolo del web. Il 6​ marzo è uscito il nuovo libro Ormai tra noi è tutto infinito, edito da Rizzoli.

Gio Evan è famoso per i suoi concetti del “non bastarsi” e del “sorprendersi” e adesso mette la sua impronta anche nella musica e lo fa con un tono piuttosto chiaro.

“Biglietto di solo ritorno – scrive Gio Evan – non è indie, non è pop, non è rock, non è rap, sappiamo soltanto cosa non abbiamo fatto. Sappiamo che si balla, sappiamo che è un disco che permette gli accendini alzati, un disco che se ami puoi dedicare, un disco che se sei arrabbiato lo puoi alzare al massimo in camera, un disco che se viaggi lo puoi benissimo lasciar scorrere. È un disco che funziona, che si presta a tutto, un po’ come Evan.”

+++Maria Antonietta
Letizia Cesarini, in arte Maria Antonietta, è una grintosa ed eclettica ragazza pesarese dal viso diafano e dai capelli rosso fuoco. La giovane fa il suo debutto nel mondo della musica nel 2010 con l’album d’esordio auto prodotto dal titolo “Marie Antoinette wants to suck your young blood”. Nello stesso periodo, a Pesaro, si fa notare come vocalist e chitarrista del duo Young Wrists, che forma con Alberto Baldolini. Due anni più tardi pubblica il secondo album, in italiano e con lo stesso titolo del precedente, prodotto da Picicca Dischi; Il 18 giugno 2013 pubblica il singolo “Animali”, che segna invece il debutto con l’etichetta discografica La Tempesta Dischi. Nel Maggio 2012 vince il premio KeepOn nella categoria “Rivelazione Live” e nel 2014 esce “Sassi”, terzo album prodotto con la collaborazione dei fratelli Imparato, seguito poi dall’EP “Maria Antonietta Loves Chewingum” nel 2015, che porterà la cantautrice ad esibirsi in oltre cento date in Italia e in Europa. In attesa dell’uscita del nuovo disco, prevista per l’autunno 2017, la cantante ha deciso di intraprendere un mini tour estivo in cui alternerà brani in acustico con le letture delle autrici Emily Dickinson, Cristina Campo, Fernanda Romagnoli, Sylvia Plath, Marina Cvetaeva e Wisława Szymborska.

+++NICOLÒ CARNESI
Il cantautore palermitano pubblica il terzo disco, il suo lavoro più maturo: un album dal suono caldo e avvolgente, che parla delle solitudini che accompagnano i protagonisti verso un epilogo catartico e liberatorio, verso una “bellissima noia“. Un album con il quale Carnesi si conferma un artista poliedrico, un cantautore atipico dalla scrittura autentica, capace di mescolare ispirazioni sixities con pop contemporaneo, creando qualcosa di originale e magnetico. “Bellissima noia” è un album che vive di tensioni, come quella che si crea tra l’asetticità del titolo del brano “Lo spazio vuoto” e il suono vintage del pezzo, non a caso scelto come primo singolo estratto dall’album. Dal brano è stato tratto un video girato dal regista Stefano Poletti (“un voler essere ovunque ma non qui, il paradosso tra il non accettare la realtà ma volerne far parte attraverso un “sentimento panico” che porta a mescolarsi e a fondersi con il tutto.”) Musicalmente è un lavoro che unisce cantautorato a suggestioni strumentali d’ispirazione psichedelica, il lirismo dei pianoforti e la saturazione delle chitarre elettriche con l’elettronica dal sound analogico. I brani alternano le suggestioni anni ’60 dei cori e dei fiati della title track o di “Ricalcolo”, a “pop song” come “Lo scherzo infinito” (“scappa dalle facce vuote perse per strada, dalla vita precostituita, dai miliardi di fotografie, dalla rete non sei mica un pesce”), ballad evocative che brillano per l’intensità dell’interpretazione come “Fotografia”, “Il lato migliore” (“ho scalato le montagne del mio ego gigantesco, ho scoperto che da li non si vede niente”) o “Comunichiamo male” (“noi comunichiamo male, e non ci ascoltiamo mai, ma ci vestiamo bene per la foto esistenziale“), fino a cavalcate psych-pop come “Cambiamento”. L’album si chiude con M.I.A., una mini suite, poetica e visionaria, con cui Carnesi ha immaginato l’ultimo essere pensante dell’universo, quindi la più grande delle solitudini immaginabili, che si trova a ripercorrere tutta la storia dell’umanità per finire con il liberarsi del concetto stesso di uomo e di tutto il suo male esplodendo in un “Alleluia” liberatorio. In perenne equilibrio tra la leggerezza dell’esordio “Gli eroi non escono il sabato” e la scoperta di nuovi mondi sonori e di scrittura di “Ho una galassia nell’armadio“, “Bellissima noia” è per certo il lavoro più introspettivo di Nicolò Carnesi, un racconto corale di personaggi che non riuscendo ad adattarsi ai mezzi “spersonalizzanti” della comunicazione di oggi, si rifugiano nella noia che, nella concezione di Carnesi non è negativa, anzi, è una spinta verso qualcosa, una via per capire cosa vogliamo davvero. L’album è stato registrato e missato a Palermo presso Indigo da Francesco Vitaliti e Fabio Rizzo e Donato di Trapani e prodotto da Nicolò Carnesi, Donato Di Trapani e Fabio Rizzo (già al lavoro con Dimartino, Pan del Diavolo, Waines). Masterizzato da Andrea “Bernie” De Bernardi presso Eleven Mastering. BIOGRAFIANicolò Carnesi è uno dei nomi più brillanti della nuova generazione di cantautori italiani. Autore di canzoni dai testi acuti, sottili e cinici che viaggiano su sonorità elettroacustiche influenzate dalla tradizione italiana e dal british pop degli anni ’80, Nicolò Carnesi ha esordito con un album dalle molte sfaccettature, proponendosi ora come cantautore nella tradizione nazionale, ora come funambolico creatore di brani di blues elettronico, ora come autore lirico e contemporaneo. Dopo la pubblicazione del singolo “Il Colpo” e l’ep “Ho poca fantasia“, Carnesi pubblica nel 2012 “Gli eroi non escono il sabato”, il suo primo album, confermando il proprio eclettismo, quello che potrebbe diventare un vero e proprio marchio di fabbrica: Nicolò applica una continua rielaborazione dei diversi generi musicali in cui gli originali vengono svuotati della loro identità, smontati e ridotti a tessere per un collage di suoni, melodie e riferimenti. Nicolò rielabora svariati generi musicali, svuotando gli originali della loro identità, e riutilizzandoli come tessere per un mix inimmaginabile di suoni, richiami, melodie. Il 1 aprile 2014 pubblica “Ho una galassia nell’armadio” (Candidato al Premio Tenco 2014). Nel suo secondo full lenght, Carnesi licenzia brani che mischiano folk, pop e new wave, che frullano i Flaming Lips e gli Smiths con Planck e la meccanica quantistica, che studiano il complesso rapporto tra l’universo e ogni singolo uomo, tra il grande e il piccolo. Canzoni d’amore, ma non solo, canzoni che guardano in tutte le direzioni e che Nicolò aveva così chiare in testa da volerle suonare tutte da solo strumento per strumento (con la preziosa collaborazione in regia di Tommaso Colliva), ad eccezione di inserti mirati. E gli ospiti sono pesi massimi come Roberto Angelini, Antonio Di Martino, i Selton e Rodrigo D’Erasmo.

CATEGORY Festival

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